Il “decollo” del Jobs Act del Lavoro Autonomo - Centrolos.it
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COMUNICATO STAMPA DAL CoLAP

Il “decollo” del Jobs Act del Lavoro Autonomo

 

COMUNICATO STAMPA 

Il “decollo” del Jobs Act del Lavoro Autonomo

 

Roma, 29 Gennaio 2016

Il 28 gennaio 2016 sicuramente verrà ricordato come il giorno del Jobs Act del Lavoro Autonomo, o del Mini Statuto del Lavoro Autonomo, che dir si voglia. Una platea di diversi milioni di persone che contribuisce fortemente al nostro Pil, che ha duramente pagato gli effetti della lunga recessione, e che aspettava con ansia e trepidazione questa “svolta culturale”.

“Negli innumerevoli incontri di questi mesi – apre la Presidente Alessandrucci – abbiamo presentato le nostre proposte, non solo legate all’articolato, ma alla filosofia, anche politica, che questo provvedimento avrebbe dovuto manifestare”.

“L’occasione era più unica che rara, ovvero dare finalmente vita ad una riforma – continua la Presidente del CoLAP – del lavoro autonomo; per questo abbiamo preparato la Road Map del CoLAP e l’abbiamo messa a disposizione del Governo e delle Istituzioni.”

“Quali gli obiettivi che questa riforma dovrebbe raggiungere? Da una parte certamente diffondere maggiori tutele (anche se vorremmo che fossero pensate per i lavoratori autonomi e non mere importazioni di modelli, tra l’altro ampiamente fallimentari, mutuati dal lavoro dipendente), ma soprattutto produrre un’iniezione di competitività. Se il Jobs Act del lavoro dipendente – afferma la Alessandrucci – (a prescindere dal gradimento dei provvedimenti) ha apportato un’innovazione, un nuovo modo di pensare il lavoro, le tutele, la stabilità (ne stiamo vedendo gli effetti anche nel numero delle nuove assunzioni di dicembre), anche il Jobs Act del lavoro autonomo dovrebbe tendere a tanto. Ottimo l’allargamento delle tutele, ma attenzione che non sia un testo solo rivendicativo; vorremmo poterci leggere un incoraggiamento per le nuove Partite Iva e un incentivo ad accedere per il cliente (sia esso impresa o persona) ai servizi professionali.

Sulla competitività si deve fare di più!”

“Speriamo che il testo appena uscito sia migliorabile da questo punto di vista: incentivo per le nuove partite iva, opzione di riduzione delle aliquote contributive per i primi anni di attività, possibilità di deducibilità delle fatture anche dei professionisti associativi, specialmente di quelli che si occupano dei servizi alla persona e del loro benessere. Vogliamo un Jobs Act – prosegue la Alessandrucci – che guardi al mercato e che incoraggi il lavoratore autonomo anche ad emergere dal sommerso”.

“Per quanto riguarda la parte informativa e promozionale – incalza la Presidente del CoLAP – da tempo richiedevamo l’implementazione dei rapporti tra Centri per l’Impiego e le associazioni professionali per offrire anche questo spaccato del potenziale occupazionale. Il testo invece accoglie questa richiesta ma lascia in mano agli operatori tale rapporto; è utile che si mettano in raccordo e in potenziale le associazioni professionali e i centri di promozione occupazionale.

Esiste una legge, la legge 4/2013 sulle professioni associative, molto voluta da diversi membri di questo Governo, che è la grande assente nella proposta di riforma. Fare le leggi, istituire elenchi di qualità, norme deontologiche per poi lasciarli nel cassetto fa male al Paese e fa perdere tempo prezioso ai professionisti e alle istituzioni. La legge 4/2013, che inserisce la tutela dell’utenza e la qualità della prestazione professionale, deve rientrare ed essere integrata in questo importante provvedimento; abbiamo già le nostre proposte”.

“Il CoLAP – continua la Alessandrucci – ha costituito una task force, ad una serie di proposte concrete, per cercare di sciogliere alcuni nodi che sono rimasti e che ci stanno a cuore”.

“Il Testo che ora andrà in Parlamento deve maggiormente tener conto del mercato e dello sviluppo professionale; il nostro spirito di collaborazione è messo a disposizione delle Istituzioni per contribuire a migliorarlo. Questo è quello che ci chiedono i tantissimi professionisti che rappresentiamo, ed è con questo spirito che continueremo a far sentire la nostra voce, nei tavoli di lavoro, nelle Commissioni e in qualsiasi altro posto si possa contribuire a sanare dubbi e reticenze che hanno impedito la nostra crescita”.

“Plaudo, quindi, all’iniziativa del Governo – conclude la Presidente del CoLAP – ma dico fermamente che noi ci siamo, e saremo vigili e attenti perché il decollo del Jobs Act del Lavoro Autonomo sia proiettato verso un volo che porti finalmente dignità e pari opportunità a tutti i Professionisti che vi appartengono”.

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